Chiarimenti dall’INPS sulle maggiorazioni assegno unico genitori lavoratori

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Ulteriori chiarimenti dall'INPS sull'Assegno Unico

I primi importi per l’Assegno Unico Universale sono stati versati a marzo 2022, mentre la domanda poteva essere proposta già a partire dal mese di gennaio, ma nonostante il tempo trascorso, la situazione appare più complessa di quello che ci si aspettava. Proprio per questo, giunti ormai a fine aprile, dopo aver già percepito 2 assegni, almeno per quanto riguarda le famiglie che sono state sollecite nel presentare la domanda, l’INPS ancora propone chiarimenti e stavolta è toccato alle maggiorazioni per le famiglie con due genitori che lavorano. La stessa viene riconosciuta anche al genitore che percepisce la NASpI o Dis- Coll, ma ecco i dettagli.

Assegno Unico e maggiorazione percettori NASpI e Dis-Coll

L’INPS con il Messaggio 1714 del 20 aprile 2022 sottolinea che si tratta di un messaggio a integrazione della circolare 23/2022 in cui era stato sottolineato che la maggiorazione spettante quando entrambi i genitori lavorano spetta anche nel caso di percezione di pensione e reddito da lavoro autonomo o impresa. L’INPS chiarisce, ulteriormente, con il Messaggio 1714 che l’importo aggiuntivo di 30 euro per figlio spettante alle famiglie in cui i genitori lavorano entrambi, deve essere corrisposto anche nel caso in cui gli stessi percepiscano NASpI o Dis Coll, cioè gli importi dovuti in caso di perdita di lavoro. La maggiorazione spetta se il genitore percepisce tali emolumenti al momento della presentazione della domanda e per una parte prevalente dell’anno di riferimento.

Assegno Unico e maggiorazione lavoratori agricoli

Hanno diritto alla maggiorazione sull’Assegno Unico prevista nel caso in cui entrambi i genitori siano lavoratori anche i lavoratori agricoli autonomi e il genitore che lavora all’estero ma ha la residenza fiscale in Italia.

Ricordiamo che l’importo pieno per l’Assegno Unico spetta esclusivamente ai nuclei familiari con reddito ISEE fino a 15.000 euro e che lo stesso diminuisce all’aumentare del reddito, fino ad azzerarsi per nuclei familiari con Isee superiore a 40.000 euro.

Naturalmente gli importi percepiti dai genitori in qualità di NASpI e Dis Coll devono essere considerati anche al fine di determinare il reddito ISEE e quindi concorrono a determinare l’importo effettivo che la famiglia potrà percepire.

Per quanto riguarda invece i lavoratori agricoli autonomi, al fine di determinare gli importi che concorrono a determinare il reddito deve essere tenuto in considerazione l’articolo 32 del TUIR. Lo stesso stabilisce che il reddito agrario è determinato in base al reddito medio ordinario dei terreni e al lavoro di organizzazione mentre il reddito dominicale si identifica con la rendita del fondo aumentata degli interessi del capitale permanentemente investito in esso.

Per quanto invece riguarda i braccianti agricoli e i lavoratori stagionali, è prevista la maggiorazione dell’Assegno Unico nel caso in cui le attività siano coperte da contribuzione annuale.

Assegno Unico e  maggiorazioni famiglie numerose

Il Messagio 1714 dell’INPS chiarisce anche alcuni aspetti relativi alle maggiorazioni previste per le famiglie numerose. La normativa dell’Assegno Unico prevede che gli importi siano aumentati di 85 euro per ogni figlio successivo al secondo, inoltre per le famiglie con 4 o più figli spetta un’ulteriore maggiorazione di 100 euro. Anche in questo caso le somme spettano per intero ai nuclei con ISEE fino a 15.000 euro e decrescono all’aumentare del reddito fino ad annullarsi per un ISEE pari o superiore a 40.000 euro.

A questo proposito però è bene precisare che ove siano presenti nuclei con genitori diversi, le maggiorazioni spettano unicamente per i figli con rapporto di genitorialità. Si faccia il caso di Tizio che ha avuto 2 figli con Caia e poi inizi una convivenza con Sempronia che ha altri 2 figli. In questo caso le maggiorazioni non spettano. Se lo stesso Tizio con Sempronia ha altri 2 figli, spettano le maggiorazioni.

Per quanto riguarda la maturazione del diritto alla maggiorazione, devono essere considerati tutti i figli che compaiono nell’ISEE anche se non hanno diritto all’AUU, ad esempio perché hanno superato i 21 anni di età, ma sono ancora fiscalmente a carico.

Per chi ha bisogno di chiarimenti sull’AssegnoUunico è possibile leggere i seguenti approfondimenti:

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