Dichiarazione dei redditi e interessi, come detrarre le spese del mutuo

La Dichiarazione dei redditi e interessi, è un modo che permette al contribuente di “scaricare” delle spese, ecco come funziona con il mutuo.

Dichiarazione dei redditi, la detrazione degli interessi passivi

La dichiarazione dei redditi è un documento contabile che permette al contribuente di comunicare al fisco le proprie entrate, quindi il livello del reddito, ed effettuare i versamenti delle relative imposte. Queste si basano sull’imponibile ottenute e rispetto a determinate aliquote fiscale per ciascuna imposta dovuta.

Quando si compra un immobile, spesso di chiedere l’intervento di istituto di credito per la richiesta di un mutuo. La delibera di mutuo quindi permette al cliente di avere i soldi necessari per acquistare magari la casa dei sogni. Tuttavia comprando o ristrutturando casa è possibile detrarre dal 730 una quota di interessi passivi dovuti al finanziamento. La quota è quella del 19% degli interessi passivi del mutuo, per un massimo di 4 mila euro per l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione dell’abitazione principale.

Dichiarazione dei redditi e interessi, ecco come indicarli

Gli interessi sul mutuo sono scaricabili sia per l’acquisto della prima casa o dell’abitazione principale, sia per altri immobili. La detrazione del 19% degli interessi passivi va indicata così;

  • Nel rigo E7 per i mutui ipotecari legati all’acquisto dell’abitazione principale;
  • righi da E8 a E10, codice 8, per i mutui ipotecari derivanti da acquisto di altri immobili;
  • da E8 a E10, codice 9, per i mutui contratti nel 1997 per interventi di manutenzione, restauro e ristrutturazione.

Le stesse indicazioni valgono anche per il modello 730 precompilato, perché sono le stesse banche a darne comunicazione all’Agenzia delle entrate. Mentre  nel modello Unico invece si prende in considerazione il quadro E, oneri e spese RE, ma la cella è la stessa. Pertanto saranno il rigo RP7 e Rp11 le celle ad essere interessate. Tuttavia è bene ricordare che sono detraibili anche gli oneri accessori sul mutuo, le commissioni dell’istituto di credito, le spese notarili o quelle relative alle perizie  tecniche.

Cosa succede se il mutuo è cointestato?

Il mutuo cointestato si ha quando due o più persone sottoscrivono volontariamente lo stesso finanziamento ipotecario. Dunque si assumono insieme l’onere di rimborsare le rate fino a quando il debito non sarà estinto. Ai fini delle detrazioni i cointestatari possono usufruire della medesima detrazione in parti uguali. Il caso più comune è quello dei coniugi che acquistano, con mutuo, la loro prima casa. Entrambi possono scaricare il 50% delle detrazione previste, sempre però rispettando il tetto massimo di 4 mila euro. Quindi al massimo ciascun coniuge potrà detrarre fino a due mila euro.

Mentre diversa è la situazione nel caso in cui i cointestatari siano figlio e genitore. In questo caso, si possono verificare tre ipotesi:

  • figlio senza reddito e dunque a carico, il genitore potrà fruire soltanto del 50% della detrazione;
  • figlio percettore di reddito che fa una dichiarazione autonoma, genitore e figlio possono fruire del 50% della detrazione per ciascuno;
  • genitore garante del mutuo, il genitore non potrà fruire di nessuna detrazione.

Tuttavia soprattutto nel caso di modello 730 unificato si chiede solo di controllare che i dati inseriti siano corretti, in modo da compiere una corretta dichiarazione dei redditi.

 

Francesca Cavaleri

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