Superbonus 110%: ancora problemi, i soldi pare siano finiti, i lavori iniziati a rischio, la guida alle soluzioni

circolare AdE superbonus 23/E 110%

Il superbonus della discordia. La grande misura utilizzata dal governo per rilanciare i lavori in edilizia e per dare sostegno a quanti avevano necessità di sistemare casa, inizia a presentare le prime crepe. Pare infatti che i soldi delle dotazioni per la misura siano finiti e questo apre a scenari assai critici. A rischio nuovi cantieri già avviati o prossimi all’avvio. In pratica, guai seri e concreto rischio che la macchina si inceppi clamorosamente. Un rischio paventato da tempo questo, che adesso però rischia di sortire effetti clamorosi, che incideranno tanto sui contribuenti che sulle imprese che hanno preso i lavori.

Fondi esauriti, il bonus 100% a rischio flop

Sono praticamente esauriti i fondi destinati alla ormai celebre misura meglio conosciuta come superbonus del 110%. Parliamo di quella che a tutti gli effetti è la misura più importante degli ultimi anni per quanto concerne i lavori di ristrutturazione edilizia. Una misura che continua ad essere al centro di polemiche e critiche, soprattutto perché tra le righe della normativa, ci sono evidenti problematiche dovute soprattutto alla cessione del credito. È anche vero però che da quando è stata introdotta sono davvero moltissime le persone che hanno utilizzato il superbonus. Che sia una misura assai appetibile lo dimostra proprio l’elevato numero di persone che hanno avviato i lavori proprio per via di questa soluzione al risparmio.

Superbonus 110%, iniziano i problemi

Resta il fatto che adesso le risorse finanziarie destinate alla misura sono praticamente esaurite. E finiscono a rischio dunque anche i nuovi cantieri, nonostante siano partiti. Le città italiane oggi pullulano di ponteggi e cantieri, ma presto potrebbero diventare immobili proprio per via della mancata chiarezza che c’è sulle risorse del superbonus. E c’è già chi parla di misura che sarà un autentico boomerang, come si vede sul sito “missione risparmio.it”. Una misura che era nata quindi per incentivare le famiglie a mettere a posto gli immobili, oltre che dal punto di vista della struttura, anche dal punto di vista ecologico, energetico e di sicurezza contro gli eventi sismici. Ma era nata anche per rilanciare un settore in piena crisi quello dell’edilizia. Infatti si tratta di uno dei settori più fermi da anni, piuttosto in crisi ormai da troppo tempo, che nella misura ha trovato inevitabilmente ossigeno. Evidentemente qualcosa è andato storto.

Cosa accade adesso all’incentivo

Superbonus

Riuscire a permettere a quante più famiglie possibile di vivere in case sicure dal punto di vista sismico, ecologiche è in linea con le ultime normative anti inquinamento, regalando praticamente la sistemazione dell’immobile, ha avuto notevoli appeal. Il superbonus al 100% è salito esponenzialmente anche perché a conti fatti si tratta di autentici benefit anche per le aziende del settore, specializzate in queste operazioni di ristrutturazione.

Non essendo una misura strutturale del sistema però, questa ha fin da subito manifestato alcune problematiche. L’elevato numero di richieste, soprattutto quelle concernenti la cessione del credito e sconto in fattura, ha fatto sì che con l’esaurirsi delle risorse a disposizione, i dubbi oggi restano tanti. Come dicevamo dal momento che non è una misura fissa del sistema, la stessa necessità di dotazioni finanziarie che il Governo ogni anno deve mettere a bilancio. E quelle attualmente inserite, sono ormai esaurite.

Cosa accade ai cantieri già avviati è a rischio adesso per la scarsità di risorse

I lavori iniziati da un contribuente che non cede il credito, sono quelli meno a rischio. Anche perché lo stesso contribuente deve anticipare i soldi per poi recuperarli da solo nelle sue dichiarazioni dei redditi.  La via è quella della detrazione fiscale autonoma. Via che consente allo stesso contribuente di scaricare la spesa sostenuta in misura superiore del 10% rispetto alla stessa. Diverso il caso di chi è passato per la cessione del credito o lo sconto in fattura, con il bonus che di fatto passa dal contribuente all’azienda che effettua i lavori o a un istituto di credito. L’esaurimento delle risorse però lascia oggi più di qualche dubbio sui lavori già iniziati.

L’allarme delle associazioni sul superbonus

Un allarme che sul sito sopra citato e quello della CNA, ovvero della Confederazione nazionale dell’artigianato. In questo modo, secondo la confederazione viene minata la possibilità di cedere crediti per esaurimento risorse. E se si tratta di cessioni già avviate, peggio. Con imprese edili e simili già coinvolte da tempo e che hanno già accettato lavori, il problema è maggiore. Il rischio maggiore infatti lo corrono le aziende che hanno già effettuato lo sconto in fattura, avviando l’iter della misura. Il rischio è arrivare all’impossibilità di cedere crediti d’imposta. E sul già citato sito, si tratta di un problema che vale 2,6 miliardi di euro. Una cifra elevatissima che rischia di mettere in ginocchio di nuovo il settore, con 33.000 imprese che rischiano di ritrovarsi in questa angosciosa situazione. C’è quindi la necessità che il governo apra a nuove dotazioni, rimpinguando quelle già previste a loro tempo.

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Sindacalista, operatore di Caf e Patronato, esperto in materia previdenziale, assistenziale, lavorativa e assicurativa. Da 25 anni nel campo, appassionato di scrittura e collaboratore con diversi siti e organi di informazione.