Trattamento integrativo Naspi: cos’é?

Il trattamento integrativo Naspi è anche conosciuto come ex bonus Renzi, si tratta di un credito Irpef riconosciuto a lavoratori e disoccupati che non superano un determinato limite di reddito. Ecco quando spetta sulla Naspi.

Cos’è il trattamento integrativo?

Il Bonus Renzi, ora trattamento integrativo, è stato introdotto per la prima volta in via temporanea con l’articolo 1 del decreto legge 66 del 2014. Nel 2015 diventa strutturale. Prevede un credito Irpef che il datore di lavoro corrisponde al lavoratore se avente un reddito inferiore a 26.000 euro. Il Bonus Renzi cambia nome e diventa in trattamento integrativo con la legge di bilancio 2020. In tale momento sono introdotte anche ulteriori novità, infatti aumenta l’ammontare che passa da 80 euro a 100 euro e aumenta anche il limite di reddito di coloro che possono percepirlo, innalzato a 28.000 euro. Resta invece fermo il limite minimo previsto per poter percepire il trattemtno integrativo. Si tratta della soglia di 15.000 euro.

Trattamento integrativo Naspi: si può percepire? Chi lo eroga?

Come si può notare la disciplina di cui abbiamo parlato prevede la corresponsione del trattamento integrativo da parte del datore di lavoro e banalmente si può dire che trattasi di uno sconto Irpef. Molti quindi si sono chiesti che è possibile percepire il trattamento integrativo anche sulle somme corrisposte al lavoratore sotto forma di Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, cioè la Naspi. La risposta è affermativa e quindi in questo caso si parla più esattamente di trattamento integrativo Naspi corrisposto al lavoratore che percepisce un importo annuo superiore a 15.000 euro e inferiore a 28.000 euro.

Ricordiamo che l’importo della Naspi viene determinato in base alla retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali percepita dal lavoratore negli ultimi 4 anni. In ogni caso non può essere inferiore a 1.250,87 euro per il 2022. Il trattamento integrativo Naspi 2023 viene erogato in modo automatico sull’assegno Naspi, ma chi perde il lavoro, per poter ottenere gli importi della Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego deve proporre domanda. Ha diritto a percepire la Naspi anche in caso di licenziamento disciplinare.

Leggi anche: NASpI: si può ottenere in caso di licenziamento disciplinare?

Trattamento integrativo Naspi 2023: a chi spetta?

 

Nadia Pascale

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