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Deduzione contributi lavoratori domestici, innalzata la soglia

Nel Consiglio dei ministri in programma per il 1° maggio, festa dei lavoratori, il tema preponderante sarà il lavoro, infatti si discute proprio il decreto lavoro e sono numerose le novità in arrivo, tra queste la possibilità di portare in deduzione i contributi per i lavoratori domestici con una soglia molto più alta del passato, infatti la deduzione potrà raggiungere l’importo di 3.000 euro.

Decreto Lavoro, in arrivo un aumento delle deduzioni contributi lavoratori domestici

Le deduzioni possono essere definite delle voci negative nella dichiarazione dei redditi, le stesse infatti devono essere sottratte ai redditi, a differenza delle detrazioni che sono sottratte alle imposte, e quindi vanno a ridurre la base imponibile, determinando così una riduzione delle imposte da versare, inoltre possono determinare anche l’applicazione di un’aliquota più bassa. Nel decreto Lavoro a cui il Governo sta lavorando vi è l’innalzamento della soglia delle deduzioni contributi lavoratori domestici fino a 3.000 euro. Non è però questa l’unica novità che riguarderà colf, badanti e baby sitter, infatti viene introdotta anche per questi lavoratori la sorveglianza sanitaria.

Attualmente in base all’articolo 10 comma 2 del Tuir la soglia di deducibilità dei contributi per i lavoratori domestici è di 1.549,37 annui , in base invece ai nuovi programmi del Governo la stessa sarà portata fino a 3.000 euro. Questo determinerà una buona riduzione della base imponibile e quindi delle imposte da pagare. Tra le novità importanti vi è anche il fatto che sebbene siamo già al mese di maggio, le nuove norme troveranno applicazione già dal periodo di competenza 2023.

Tali nuove norme troveranno applicazione per tutti i lavoratori domestici, tra cui anche autisti, giardinieri, colf, badanti, baby sitter, persone che prestano assistenza alle persone anziane.

Come far valere le deduzioni lavoratori domestici

Dal punto di vista pratico non cambiano le regole applicabili. Per poter far valere la deduzione all’interno della dichiarazione dei redditi relativa al 2023, quindi presentata nel 2024, è necessario avere ricevute di pagamento complete della parte informativa sul rapporto di lavoro domestico intestati all’Inps ed eseguiti con c/c postale e/o MAV (pagamento mediante avviso).

Nella parte informativa sul rapporto di lavoro devono essere presenti le indicazioni inerenti le generalità del datore di lavoro e del lavoratore, ore trimestrali lavorate, retribuzione oraria erogata, importo complessivo pagato al lavoratore.

In base ai chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate nella risoluzione 278 del 2019 la deduzione potrà essere fatta valere esclusivamente dal soggetto che dai dati prima visti risulti essere datore di lavoro, indipendentemente dal fatto che i versamenti possano essere effettuati da conto corrente intestato a terzi.

Sorveglianza sanitaria per i lavoratori domestici nel decreto Lavoro

In base all’articolo 33 dello schema di decreto su cui il Governo sta lavorando i lavoratori domestici possono chiedere di essere sottoposti a sorveglianza sanitaria dell’Inail. La richiesta di tale servizio non dovrebbe comportare ulteriori oneri per il datore di lavoro. Per conoscere le modalità operative della sorveglianza sanitaria sui lavoratori domestici sarà però necessario attendere il decreto attuativo del Ministero del lavoro.

Leggi anche: Contributi lavoratori domestici: quanto dovrò pagare? Aggiornamenti Inps

Nadia Pascale

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