Il reddito di cittadinanza ormai dovrebbe essere messo da parte a fronte di nuovi aiuti, incentrati principalmente sul lavoro e sulla formazione.
Il reddito di cittadinanza a breve dovrà dire addio. A suo posto dovrebbe arrivare Mia, un aiuto che coinvolge tantissimi italiani. Ma la cosa più importante è che il reddito non sarà più come lo conosciamo. Anzi al suo posto ci sarà una misura di politica attiva del lavoro. Infatti “lavoro” e “formazione” saranno i pilastri che devono trovare una collaborazione lavorativa con il percettore.
L’obiettivo del governo Meloni è accelerare sulla transizione verso il nuovo strumento e chiudere definitivamente la partita del reddito di cittadinanza. Una mossa che era già stata ampiamente annunciata anche in fase di campagna elettorale lo scorso anno. Perderanno il reddito a partite dal prossimo primo agosto, coloro che sono definiti occupabili. Cioè tutti coloro che possono andare a lavorare e sostituire il reddito con lo stipendio. Uno sgravio importante per le tasche dello Stato che passerebbe dal “dare il sussidio” ad incassare le tasse sullo stipendio, creando ricchezza. Inoltre Gli occupabili sono coloro che hanno un’età compresa tra i 18 e i 65 anni (non compiuti) e non hanno in famiglia persone anziane, fragili o disabili.
In attesa del decreto dello Stato con le linee guida attuative, chi percepisce il reddito lo sta continuando a fare. Tuttavia si aspetta il decreto per maggio, quindi già dall’estate potrebbe essere messo in attuazione. Ma nel frattempo rimane un capo saldo della misura la formazione. Entro il 2025 – spiega Calderone – dobbiamo riportare al lavoro 3 milioni di persone, formarne 800mila soprattutto giovani e donne, mentre a 300mila soggetti dobbiamo dare competenze digitali. La modifica che propongo è che tutti debbano avere competenze digitali, con una spinta sulle nuove tecnologie senza discriminazioni che un domani possono portare a emarginazione dal mercato del lavoro”.
Quindi la formazione sarà rivolta principalmente all’acquisizione di competenze digitali ed utilizzo si nuove tecnologie. A dare una mano potrebbe pensarci il programma Gol. Il programma Gol è un’azione di riforma prevista dal Piano nazionale di ripresa e resilienza dell’Italia per riqualificare i servizi di politica attiva del lavoro. Inoltre la sua attuazione è connessa al Piano di potenziamento dei centri per l’impiego e il piano nazionale nuove competenze, per cercare di aumentare il numero degli occupati, diminuendo sempre più i percettori del reddito di cittadinanza o della Mia.
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