Il cacao aumenta il suo prezzo e supera i diecimila dollari, ecco le motivazioni, ma i consumatori lo avevano già notato.
E’ arrivata la Pasqua e come da tradizione i più piccoli e i più golosi ricevono le uova pasquali. Tra cioccolato e sorprese si festeggia la Resurrezione di Gesù. Ma quest’anno i genitori, lo sanno bene, i costi delle uova sono decisamente aumentati. Gli aumenti di prezzo delle uova di cioccolato delle marche più note vanno in media dal +16% al +24% rispetto allo scorso anno, e si aggiungono ai rincari del +15% già registrati nel 2023. – spiega il Codacons.
Ad esempio le uova di fascia più alta per adulti, con cioccolato al latte o fondente e un peso tra i 320 e i 365 grammi, arrivano a superare i 18 euro al pezzo, con incrementi superiori al 33% rispetto ai listini del 2023. Va meglio, si fa per dire, per i prodotti destinati ai bambini: i prezzi delle uova legate a cartoni animati, giochi, personaggi famosi, serie tv, ecc., aumentano in media del +16,7% rispetto allo scorso anno, rileva il Codacons.
Uno dei motivi di aumento del costo delle uova è legato al prezzo del cacao. Ebbene il prezzo del cacao ha superato i 10 mila dollari a tonnellata. Ma a dire il vero, da inizio anno, il costo è più che raddoppiato. Ecco quindi perché il prezzo al consumatore dell’uovo di Pasqua è apparso quanto mai aumentato.
Tuttavia la crisi del cacao non è l’unica motivazione. Infatti sembrano essere aumentate anche altre materie prime, come lo zucchero i cui prezzi da listino sono cresciuti del +72%, e del burro di cacao, +52% – spiega il Codacons – I produttori, quindi, hanno scaricato i maggiori costi di produzione sui consumatori finali, attraverso incrementi dei listini al pubblico che renderanno la Pasqua più amara per tutti.
Il motivo principale della crisi del cacao è da ricercarsi nella minore resa delle piantagioni in tutto il mondo, soprattutto in Africa. Ebbene l’Africa è il continente in cui viene prodotto circa il 70% di produzione del cacao mondiale. E proprio in questo continente, a causa dei cambiamenti climatici, la produzione è notevolmente diminuita.
Nello specifico, sul Ghana si è abbattuto “El niño”, fenomeno meteorologico che rende il clima secco e i raccolti scarsi. Si ricorda che il Ghana è il secondo paese leader, per il 2023/24 al minimo degli ultimi 14 anni, pari a 650.000-700.000 tonnellate, rispetto a una precedente previsione di 850.000 tonnellate.
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