Amazon regala SOLDI, se fai reso non lo devi più restituire: è UFFICIALE | Ti tieni il prodotto e ti ridanno i quattrini

Amazon regala soldi (web) - Infoiva.com

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Immagina di aver appena ricevuto un pacco da Amazon. L’articolo non ti convince, decidi di fare il reso, ma il sistema ti restituisce i soldi senza chiederti di rispedire nulla.

Un errore? Un colpo di fortuna? Assolutamente no.

Quella che sembra una bizzarra anomalia è in realtà una strategia di marketing sempre più diffusa tra i colossi dell’e-commerce.

Un vero e proprio “regalo” che nasconde un’attenta valutazione economica.

Se anche a te è capitato, sappi che non sei il solo. Ma cosa si nasconde dietro questa scelta apparentemente folle?

Quando un reso costa troppo

La pratica del “rimborso senza reso” si sta diffondendo a macchia d’olio nel mondo dell’e-commerce, e la spiegazione è puramente economica. Quando un cliente richiede un rimborso per un articolo di valore esiguo, il costo della logistica inversa, ovvero il processo di ritiro, trasporto e gestione del prodotto reso, può superare il valore stesso dell’oggetto. Ad esempio, per un cavo da 10 euro, il costo di spedizione, trattamento e rimessa a magazzino può facilmente arrivare a 15 euro. In questi casi, per il venditore è semplicemente più conveniente rimborsare il cliente e lasciargli tenere il prodotto.

Contrariamente a quanto si possa pensare, la scelta di rimborsare senza richiedere il reso non è lasciata al caso. È un processo automatizzato e pilotato da sofisticati algoritmi. Questi sistemi, utilizzati da giganti come Amazon, Walmart e Best Buy, analizzano una serie di fattori per ogni singolo cliente e per ogni specifico reso. L’algoritmo tiene conto della storia degli acquisti, del numero di resi effettuati in passato, del valore delle vecchie e nuove transazioni e della reputazione generale del cliente. I clienti più fedeli e affidabili, quelli che fanno molti acquisti e pochi resi, sono i più probabili candidati a ricevere il rimborso senza dover restituire l’oggetto. Secondo la CEO di Optoro, Amena Ali, questa pratica può essere considerata un “beneficio di fidelizzazione non ufficiale”, un modo discreto per premiare i clienti più importanti e incoraggiare acquisti futuri. In questo modo, le aziende fidelizzano i clienti riducendo al tempo stesso i costi di gestione.

Niente più reso (web) - Infoiva.com
Niente più reso (web) – Infoiva.com

Una strategia vincente

Il “rimborso senza reso” non è solo un vantaggio per il cliente, ma una strategia a tutto tondo che beneficia anche il venditore. Oltre alla già citata riduzione dei costi logistici, questa pratica contribuisce a fidelizzare la clientela. Un cliente che vive un’esperienza di reso così semplice e veloce è molto più propenso a tornare a fare acquisti sulla stessa piattaforma. Questo rafforza l’immagine del brand come attento alle esigenze del consumatore.

Inoltre, la pratica permette ai venditori di non ritrovarsi con stock di articoli resi, che a volte sono difficili da rimettere in vendita. In questo modo, il “rimborso senza reso” diventa un modo per le aziende di differenziarsi in un mercato sempre più competitivo. Offrendo un’esperienza d’acquisto fluida, anche in caso di reso, si incoraggiano gli acquisti d’impulso: dopo tutto, se il reso è così facile, perché non provare?