Imprese familiari: quali e quando possono essere definite tali?

Esistono ancora oggi dubbi che riguardano le imprese familiari, e precisamente quando possono essere definite tali e quando, invece, no.

Gli ultimi dubbi sono stati eliminati da una sentenza della Corte di Cassazione, e precisamente la numero 2472/2017, che ha analizzato il caso di una verifica fiscale condotta dalla Guardia di Finanza nei confronti un impresa familiare operante nel settore del commercio al dettaglio di prodotti di tabaccheria e di piccola oggettistica.

E’ stato stabilito, quindi, che requisito necessario perché un’azienda possa essere definita impresa familiare è l’esistenza di un atto pubblico o scrittura privata autenticata che attesti la partecipazione dei familiari dell’imprenditore all’attività di impresa.

Inoltre, nell’atto pubblico o nella scrittura privata autenticata, deve risultare l’indicazione nominativa dei familiari partecipanti all’attività di impresa. L’atto deve essere regolarmente sottoscritto dall’imprenditore dai familiari.

Ovviamente, l’atto dovrà avere data anteriore al periodo di imposta in riferimento al quale l’imprenditore abbia indicato nella dichiarazione dei redditi le quote attribuite a singoli familiari e l’attestazione che le stesse sono proporzionate alla qualità e alla quantità del lavoro effettivamente prestato nell’impresa in modo continuativo è prevalente.
Anche familiari partecipanti dovranno attestare nella propria dichiarazione dei redditi di aver lavorato nell’impresa familiare in modo continuativo e prevalente.

Se viene a mancare anche uno solo di questi requisiti, non è possibile parlare di impresa familiare, né può essere applicato il trattamento fiscale dei redditi prodotti dalle imprese familiari previsto dall’articolo 5, comma 4, del Tuir e i compensi percepiti dai parenti collaboratori non possono essere assimilati a reddito di impresa ma devono essere considerati reddito da lavoro.

Vera MORETTI