Coltivazione della lavanda: costi e guadagni della nuova agricoltura

coltivazione della lavanda

L’olio di lavanda è molto ricercato da coloro che amano soluzioni naturali a problemi frequenti, infatti ha proprietà sedative, antinfiammatorie, antisettiche e antibatteriche, recenti studi inoltre sembrano confermare anche proprietà antitumorali. Insieme a tali proprietà ha anche un odore particolarmente gradevole e proprio per questo viene utilizzato nell’industria farmaceutica, cosmetica e nella produzione di detersivi e profumi. Naturalmente la domanda di lavanda è particolarmente alta e il suo prezzo sicuramente è interessante. Già questi sono i primi buoni motivi per avviare una coltivazione di lavanda.

Avviare un’azienda agricola per la coltivazione della lavanda

La prima cosa da sottolineare prima approcciarsi agli aspetti pratici della coltivazione di lavanda è che siamo nel settore dell’agricoltura e questo vuol dire avere benefici fiscali, come l’esenzione dall’IRAP, la possibilità di accedere ad agevolazioni varie. Può essere utile a tale proposito leggere gli articoli:

Banche delle terre agricole: uno strumento per trovare terreni incolti

Agricoltura: credito di imposta per chi acquista macchinari

Naturalmente è possibile creare una nuova azienda agricola specializzata in tale coltivazione, ma anche semplicemente convertire un’azienda già esistente destinando tutto il terreno, o una porzione, alla coltivazione della lavanda. In questo secondo caso molti oneri burocratici sono già stati espletati, ad esempio l’apertura della partita IVA, posizione INPS e INAIL.

Perché scegliere la coltivazione della lavanda

Fatta questa premessa, proviamo a capire perché una coltivazione di lavanda può essere una soluzione ottimale. In primo luogo si tratta di una pianta che, oltre ad essere esteticamente molto gradevole e profumata, è molto resistente, ha sicuramente bisogno di una buona esposizione al sole, deve essere protetta da gelate di particolare intensità e ha bisogno di irrigazione nei periodi più secchi, ma di fatto in Italia può essere coltivata in quasi tutte le zone.

Ritornando indietro, la lavanda si è detto è esteticamente molto gradevole, proprio per questo attira molto anche i turisti e sono numerosi gli agriturismi che cercano di sfruttare anche tale caratteristica per rendere la coltivazione ancora più remunerativa. Ricordiamo che l’agriturismo ha la stessa tassazione di favore dell’azienda agricola tradizionale.

Per saperne di più leggi l’articolo: Tassazione delle aziende agricole: il regime delle imposte sul reddito

Costi da sostenere

La lavanda, una volta piantumata, è in grado di produrre per diversi anni ( la durata dipende dalla varietà, il lavandinino ha una durata di 7-9 anni, mentre la lavanda fino a 12 anni) questo vuol dire che il costo iniziale dell’investimento può essere rilevante, ma viene ben ammortizzato nel tempo, inoltre non ha bisogno di particolari cure, il consiglio è di concimarla una volta l’anno ad aprile. Il costo iniziale per piantumare un ettaro di terreno è di 5.000 euro a cui si devono aggiungere costi relativi al personale, ma sempre se vi è l’intenzione di non farlo da soli, certo costa fatica ma può essere un modo per risparmiare.

Un buon risparmio ci può essere nel caso in cui invece di piantare le piantine, si procede con i semi, ma la coltivazione con semi richiede molta attenzione per riuscire a dare fiori. Per chi vuole piantare i semi l’autunno è il periodo migliore, mentre per le piantine è meglio attendere la primavera. La raccolta avviene nei mesi di luglio e agosto, in questo periodo, grazie al caldo, i fiori hanno una maggiore produzione di oli essenziali.

Per coloro che vogliono dare alla propria lavanda un valore aggiunto la soluzione è la certificazione biologica, che può rappresentare un ulteriore costo, ma è ben ammortizzato.

Naturalmente questi costi sono relativi a terreni di proprietà, se non se ne ha uno disponibile occorre procedere alla locazione dei terreni.

Quanto si guadagna con una coltivazione di lavanda?

Dal punto di vista della remunerazione deve essere sottolineato che un campo di lavanda da 1 ettaro produce circa 800 kg di lavanda essiccata e circa 100 kg di olio essenziale di lavanda (la varietà “lavandino” è la più produttiva). I produttori possono inoltre diversificare la vendita, ad esempio si può scegliere anche di vendere i fiori all’ingrosso per fiorai. Per chi ha una particolare passione, l’azienda agricola può essere affiancata all’attività di trasformazione dei prodotti e di conseguenza, invece di vendere i fiori secchi o freschi si possono realizzare gli estratti e gli oli profumati, insomma si può scegliere tra diverse tipologie di attività e in ogni casa i guadagni sono abbastanza buoni.

Si calcola che un ettaro di lavanda può portare un ricavo netto di circa 40.000 euro l’anno. Anche in questo caso i contratti di filiera possono dare ottimi riscontri per chi vuole fin da subito essere sicuro di riuscire a vendere la propria lavanda.