Reddito di cittadinanza: quando Isee e comunicazioni lo fanno decadere

Reddito-di-Cittadinanza: bonus autoimprenditorialità

Tutti i beneficiari del reddito di cittadinanza, o chi si accinge a richiederlo una prima volta, devono effettuare un primo passaggio che è identico per tutti.

Si tratta dell’Isee. Tutti indistintamente devono richiedere la certificazione, rilasciando la Dichiarazione Sostitutiva Unica.

Nuova DSU significa nuovo Isee, e soprattutto per chi è già beneficiario del reddito di cittadinanza, questo significa che la misura viene di fatto messa in discussione, sia come diritto che come importi.

Nuovo Isee per reddito di cittadinanza

Il possesso di un Isee in corso di validità è obbligatorio per permettere all’Inps di attuare due diverse azioni. La prima è la verifica del diritto a percepire la misura. La seconda è la rivisitazione degli importi.

Il nuovo Isee è parametrato a redditi e patrimoni del nucleo familiare al 31 dicembre 2020. Se qualcosa è cambiato tea 2019 e 2020, evidente che per qualcuno ci sarà il rischio di prendere di meno. Per altri invece c’è il rischio di non prenderlo proprio.

Per questo, per il reddito di cittadinanza rinnovare l’Isee non basta per continuare a percepirlo.  Occorre fare attenzione a eventuali, sopraggiunte, differenze rispetto alla DSU 2021. Se le differenze reddituali e patrimoniali possono, come è naturale che sia, produrre delle differenze di Isee a tal punto da far perdere il diritto perché vengono superate le soglie di accesso alla misura stessa, ci sono altri parametri da considerare.

Reddito di cittadinanza e Isee, cosa accade se cambia il nucleo familiare?

isee

Quando si parla di nucleo familiare che varia, si fa riferimento a due situazioni distinte. Può capitare che il nucleo familiare si riduca, per un figlio che esce fuori perché si sposa, per il nonno che muore e così via. Ma può captare il contrario, con una nascita, un rientro in famiglia e per qualsiasi altro motivo.

Per chi percepisce il reddito di cittadinanza non c’è solo l’obbligo di rinnovare l’Isee. Ogni variazione che rischia di incidere su importo e diritto al sussidio, va comunicata all’Inps. Una delle variazioni più frequenti è quella di cui trattiamo oggi, cioè il caso di una variazione nel nucleo familiare.

Al verificarsi di una variazione del nucleo familiare rispetto a quanto indicato nell’ultima DSU sul beneficiario del reddito di cittadinanza ricade l’obbligo di informare l’Inps. Ed occorre provvedere a questo obbligo entro due mesi dalla variazione. Senza adempiere a questo obbligo c’è il rischio di decadere dal beneficio del sussidio stesso.

Ma occorre prestare attenzione a che genere di dichiarazione inviare. Infatti se non si tratta di variazioni relative a decessi o nascite che incidono sul numero dei componenti il nucleo familiare, occorre andare a presentare una nuova domanda di reddito di cittadinanza.

La motivazione principale di questi adempimenti è che il nucleo familiare variato, non può continuare a percepire il sussidio senza rendere l’Inps edotto di queste variazioni. Soprattutto perché il nucleo familiare incide sull’Isee e di conseguenza anche sul diritto e sulla misura del reddito di cittadinanza.

Cosa accade oggi con queste variazioni significative che i beneficiari del Rdc non comunicano

A dire il vero la macchina dei controlli Inps non è virtuosa in questo senso. Ne è la dimostrazione il fatto che non abbiamo grandi segnalazioni di soggetti che non comunicando le variazioni del nucleo familiare hanno perduto il beneficio. Capita spesso che una famiglia continua a percepire il sussidio nella stessa misura di sempre nonostante la  variazione che poi viene prodotta e incide sul beneficio, solo l’anno successivo, al rinnovo della DSU e con il nuovo Isee.

La perdita del beneficio si materializza solo l’anno successivo, quando l’Inps scoprirà la variazione del nucleo familiare sopraggiunta per motivi diversi da decessi o nascite. In questo caso come detto, occorre una nuova domanda di reddito di cittadinanza (ma vale pure per la pensione di cittadinanza). L’Inps quindi blocca il sussidio e il beneficiario deve produrre nuova istanza.

Occhi puntati alle classiche differenze economiche del nucleo familiare

Che vari la composizione del nucleo familiare o meno, un fattore da tenere in considerazione è quello reddituale. Infatti redditi, ma anche patrimoni, vanno indicati per tutti i componenti della famiglia che ne hanno. Se cambia il nucleo familiare è evidente che cambiano anche questi dati.

I nuovi redditi possono andare ad incidere sulla soglia Isee utile a rientrare nella misura, che resta sempre pari a 9.360 euro. Ma anche restando al di sotto di questa soglia, occorre tenere a mente che ci sono altri parametri utili a fruire del reddito di cittadinanza. L’Indicatore della situazione reddituale di una famiglia è altrettanto importante. Se si migliora di gran lunga rispetto all’Isee precedente, il valore dell’ISR, anche questo può portare alla decadenza dal beneficio.

E il reddito familiare di 6.000 euro, aumentato per la scala di equivalenza ed aumentato in base al numero dei componenti la famiglia stessa ma anche dal numero di soggetti invalidi presenti, va sempre tenuto inconsiderazione per poter continuare a percepire il sussidio.

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Sindacalista, operatore di Caf e Patronato, esperto in materia previdenziale, assistenziale, lavorativa e assicurativa. Da 25 anni nel campo, appassionato di scrittura e collaboratore con diversi siti e organi di informazione.