Affitti brevi: ecco i documenti da inviare al Fisco, la guida

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Una delle formule ormai più diffuse di contratto di affitto è senza dubbio quella della locazione breve. Gli affitti brevi sono una soluzione ottimale sia per chi prende una casa in affitto per un periodo limitato di tempo, che per chi ha un immobile su cui si vuole fare business. Ma esistono regole precise che vanno rispettate, anche per la modulistica da inviare all’Agenzia delle Entrate. Soprattutto alla luce di alcune novità recentemente entrate in vigore.

Tutte le novità approvate  dall’Agenzia delle Entrate sugli affitti brevi

La normativa di riferimento che riguarda le locazioni brevi parte dal 2017. In effetti il DL n° 50 del 2017, all’articolo 4 comma 1, poi convertito nella legge n° 96 del 23 giugno 2017, stabilisce le regole da seguire. E si parte dalla definizione di affitto breve. Infatti per poter parlare di affitto breve i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo non devono essere sopra i 30 giorni come durata totale.  L’unica eccezione normativa sono i contratti di sublocazione o di concessione in godimento a terzi .

In primo luogo va detto che l’obbligo di trasmissione dei dati ricade inizialmente, e se presente nel contratto, sull’intermediario immobiliare. Infatti è il soggetto che esercita l’attività di intermediazione immobiliare, ovvero colui che mette in contatto la domanda e l’offerta di case in affitto, a dover comunicare i dati ed inviare la documentazione alle Entrate. L’obbligo riguarda tutti gli affitti brevi conclusi tramite il loro interessamento, e va espletato entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si chiudono i dati. Non è esente da sanzioni la mancata comunicazione dei dati o la comunicazione mendace o errata di questi dati.

Si ricorda che la scadenza è importante per evitare sanzioni, ma se la trasmissione dei dati avviene entro i primi 15 giorni dalla scadenza, la sanzione si abbatte drasticamente ed è ridotta del 50%.

Quali i dati che vanno comunicati

  • L’obbligo di comunicare i dati alle Entrate non è disattendibile. Infatti occorre indicare:
  • I dati anagrafici ed il codice fiscale del locatore;
  • La durata del contratto;
  • L’importo del corrispettivo lordo oggetto del contratto;
  • L’indirizzo dell’immobile dove si materializza il contratto.

Qualcosa però per il 2022 è cambiato. Infatti un recente provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate ha introdotto non poche novità. Per esempio, i soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, devono comunicare  anche tutti i dati catastali dell’immobile oggetto della locazione.

L’indicazione dei dati catastali resta facoltativa nella fase transitoria, fino al 2023 quando diventerà obbligatorio inviare questi dati.

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Sindacalista, operatore di Caf e Patronato, esperto in materia previdenziale, assistenziale, lavorativa e assicurativa. Da 25 anni nel campo, appassionato di scrittura e collaboratore con diversi siti e organi di informazione.