Cashback fiscale per i rimborsi immediati delle detrazioni: per quali spese?

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Arriva l’ipotesi di rimborso immediato per le detrazioni fiscali di determinate spese. L’obbligo di tracciabilità è già in vigore da due anni, ma l’ipotesi di rimborsare “tutto e subito” determinate spese tiene banco nel decreto di legge delega fiscale. La proposta è quella di rimborsare velocemente le spese detraibili senza dover aspettare la dichiarazione dei redditi da presentare l’anno susseguente a quello nel quale sono sostenute le spese stesse. L’accredito diretto avrebbe il vantaggio di sfruttare meccanismi digitali già sperimentati per altri rimborsi, come il cashback di Stato, attuato mediante l’applicazione Io.

Cashback fiscale, quali spese potrebbero essere rimborsate immediatamente?

L’ipotesi del rimborso immediato delle spese detraibili parte dalle spese sanitarie per allargarsi ad altre tipologie di costi sostenuti dai consumatori. Si andrebbero a comprendere le spese comprese nell’articolo 15 del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir). Ovvero:

  • gli interessi sui mutui delle spese funebri;
  • le spese veterinarie;
  • i costi sostenuti per gli affitti degli studenti fuori sede.

Quali altre spese potrebbero essere oggetto di rimborso tramite il cashback fiscale?

Inoltre, tra le spese che potrebbero trovare spazio nel meccanismo di rimborso del cashback fiscale rientrano anche quelle relative alle attività sportive dei ragazzi e i costi sostenuti per le intermediazioni immobiliari. Altri rimborsi potrebbero arrivare dalla rimodulazione delle spese ammissibili alle detrazioni fiscali.

Cashback fiscale, per il rimborso serve la tracciabilità delle spese

Le operazioni di rimborso delle spese detraibili mediante il cashback fiscale dovrebbero, di conseguenza, avere per oggetto costi tracciabili. Tuttavia, lo scopo principale della misura che è allo studio del governo sarebbe quello di anticipare disponibilità e liquidità ai contribuenti. A maggior ragione per la circostanza che per molte delle spese rimborsabili la tracciabilità vige già da due anni. Tuttavia, alcuni dubbi sorgono sulle spese sanitarie e su quelle rimborsabili per prestazioni del Servizio sanitario nazionale e strutture autorizzate. Infatti, questi costi potrebbero già essere oggetto di rimborsi da parte delle assicurazioni o delle Casse sanitarie.