Pellet contraffatto sequestrato: attenti alle certificazioni

In Italia è ormai corsa all’acquisto di combustibili per affrontare questo inverno e sebbene ieri sia arrivata la notizia ufficiale che la prossima bolletta del metano sarà molto più bassa rispetto a quella dell’ultimi trimestre, sono già molte le famiglie che hanno cercato fonti alternative e tra queste il pellet. Proprio per tale combustibile c’è però l’allarme pellet contraffatto con numerosi sequestri già avvenuti. Ecco perché.

L’aumento dei prezzi porta alla diffusione di pellet contraffatto

Abbiamo visto che per l’inverno 2022-2023 il prezzo del pellet ha avuto dei notevoli aumenti, oltre il doppio del prezzo rispetto a un anno fa per il pellet certificato A1, cioè quello con la migliore resa, il minor rapporto umidità e ceneri residue. Un sacchetto da 15 kg di pellet certificato A1 costa oggi anche 13-14 euro. Un anno fa in prestagionale si poteva trovare lo stesso pellet a 5 euro ed è arrivato in pieno inverno a circa 7 euro al sacchetto. Si intuisce che la differenza di prezzo è davvero notevole.

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Molti ritengono che si tratti di una speculazione, cioè che produttori e venditori stiano aumentando i prezzi per poter guadagnare di più, mentre questi si difendono affermando che il prezzo è determinato dall’aumento del costo dell’energia che va ad impattare sui costi di produzione, a ciò si aggiunge che la guerra in Ucraina ha portato a una riduzione notevole della produzione e, infine, la domanda in crescita. Tutti fattori che rendono difficile trovare il pellet. Naturalmente la reazione a catena non si è fatta attendere e di conseguenza è corsa al prezzo più basso, ma proprio questa corsa porta ad incappare in truffe. Nei mesi passati la truffa più frequente era online con pellet pagato e mai consegnato.

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Ora invece la truffa più frequente riguarda il pellet contraffatto che viene venduto a prezzi competitivi rispetto a quello di quelaità. L’ultimo sequestro è di poche ore fa ed è stato effettuato dai funzionari dell’Ufficio delle Dogane su una nave nel porto industriale di Cagliari.

Che vuol dire pellet contraffatto?

Nel caso in esame il pellet proveniva dall’Egitto ed era certificato A1, o meglio, recava sulla confezione il marchio della certificazione A1. Per poter ottenere questo marchio che certitica che trattasi di un pellet di buona qualità e con un’eccellente resa, è necessario superare dei test e rientrare in determinati parametri per quanto riguarda umidità e residui di cenere.

Il pellet esaminato non corrispondeva ai requisiti richiesti, l’Agenzia Dogane ha specificato nel sequestro che “La libera disponibilità della merce, riportante in etichettatura le indicazioni mendaci relative alla qualità del prodotto, avrebbe permesso all’importatore la distribuzione e la vendita di merce di bassa qualità a fronte di un’alta qualità dichiarata, con conseguente induzione in inganno dei consumatori finali”. In particolare è risultato superiore alla norma il peso delle ceneri e la quantità di azoto.

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Nadia Pascale

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