Agricoltura sostenibile tra passato e futuro l’ Italia conquista il primo posto

agricoltura sostenibile

L’agricoltura è uno dei settori che negli ultimi anni è stato riscoperto e che riesce a produrre PIL, questo grazie anche a un maggior sostegno da parte delle Istituzioni, attraverso incentivi volti sia alle aziende agricole in generale, sia ai giovani che vogliono intraprendere questo lavoro. La maggiore attenzione all’agricoltura sostenibile è un altro tratto distintivo e si avvale di conoscenze antiche tramandate di generazione in generazione e oggi supportate anche da studi scientifici e dalle tecnologie dell’agricoltura 4.0.

Cos’è l’agricoltura sostenibile?

L’agricoltura sostenibile consiste in una serie di pratiche il cui obiettivo è tutelare l’ambiente, evitare l’eccessivo sfruttamento delle risorse, preservare la fertilità dei terreni, ridurre il più possibile lo spreco di acqua e quindi nel complesso fare in modo che la produzione di quelle che sono poi risorse soprattutto legate all’alimentazione sia il meno possibile impattante sull’ambiente. Non solo, infatti oggi per agricoltura sostenibile si intendono una serie di pratiche il cui obiettivo è anche preservare la salute delle persone e assicurare la giusta quantità di cibo a tutti. Inoltre il concetto comprende la tutela dei diritti umani dei lavoratori e l’equità sociale.

Il Green Deal e il Farm To Fork

Tali principi sono contenuti nel Farm To Fork, piano decennale presentato a maggio del 2020 e parte del Green Deal , cioè il Patto Verde il cui obiettivo è arrivare alla neutralità climatica entro il 2050 e di ridurre le emissioni nette di gas serra del 55% rispetto al 1990 entro il 2030. Il Farm To Fork (F2F), elaborato dalla Commissione Europea, mira a guidare la transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente.

In realtà molti dei principi contenuti del Green Deal derivano dal paper della FAO, Food and Agriculture Organization, pubblicato nel 2018 e che contiene i 5 principi dell’agricoltura sostenibile.

Paradossalmente il patto più che guardare al futuro guarda al passato, cioè alle tecniche di produzione utilizzate nei tempi passati e che avevano un maggiore rispetto per quelli che sono i cicli naturali della produzione agricola. Naturalmente occorre riadattare le tecniche perché oggi è disponibile meno suolo coltivabile e ci sono più bocche da sfamare perché di fatto, a parte l’impatto negativo della pandemia che ha portato a una riduzione globale della popolazione, comunque ci sono più persone da nutrire rispetto a decenni fa.

Gli interventi dell’Unione Europea

Gli interventi comunitari mirano a una riduzione dello sfruttamento delle risorse fossili, si è già detto che l’obiettivo è vietare l’installazione di caldaie, inoltre vi è l’obiettivo preservare le foreste, in modo da evitare la deforestazione che ha un impatto negativo sul clima. La Comunità Europea prevede inoltre sussidi per la gestione sostenibile dei pascoli ( In Italia una disciplina per la gestione dei pascoli è prevista dalla Regione Marche) in modo da favorire la biodiversità e l’aumento delle specie arboree. Ad esempio il bando della Regione Marche prevede contributi per gli agricoltori che si impegnano a tenere i campi puliti da deiezioni degli animali e che eliminano in modo naturale (non con pesticidi e mezzi meccanici) le erbe infestanti in modo da favorire la biodiversità.

Agricoltura sostenibile e agroforestazione

Non solo tutela del suolo destinato al pascolo, ma anche agroforestazione. In passato vi era l’abitudine di campi con diverse colture e in particolare nei campi, sebbene fossero seminativi, vi erano degli alberi, anche se per gli agricoltori del tempo non c’era piana consapevolezza dell’importanza di questa usanza, in realtà questa tutelava la biodiversità, in quanto nei seminativi gli alberi attiravano anche le api essenziali per l’impollinazione.

Con il tempo, per facilitare i lavori e renderli più veloci, questa abitudine è stata persa a scapito della biodiversità e anche della capacità naturale delle varie coltivazioni di difendersi dagli attacchi dei parassiti. Ora c’è un’inversione di tendenza, è stato calcolato che la presenza di alberi in un’area agricola porta a un aumento della produzione del 40%, ciò anche in combinazione con una riduzione della meccanizzazione e dell’uso di pesticidi. Dagli studi emerge che usare questi “trucchi” su larga scala riduce lo stress climatico.

Sia chiaro, il ritorno al passato implica anche un massiccio uso di nuove tecnologie e in particolare connettività, geolocalizzazione, internet of things (domotica), queste infatti possono aiutare a sviluppare un’agricoltura di precisione in cui ogni coltura ottiene esattamente ciò di cui ha bisogno senza sprechi, ad esempio di acqua, razionalizzando l’uso dei fertilizzanti in base alle vere esigenze dei terreni e delle colture. Proprio per questo si parla anche di agricoltura 4.0.

Green Italy: l’Italia ha l’agricoltura più sostenibile d’Europa

L’agricoltura sostenibile si sviluppa anche attraverso un controllo stretto della filiera e quindi con una gestione a 360° delle produzioni con la trasformazione delle materie prime. In questo settore occorre sottolineare che secondo il rapporto di Green Italy relativo al 2020 l’agricoltura italiana è la più sostenibile d’Europa. L’Italia ha ottenuto questo importante podio per diversi motivi, in primo luogo c’è uno sviluppo considerevole dell’agricoltura biologica, inoltre vi è un’attenta gestione del territorio volta non solamente a produrre di più, ma a preservare le bellezze naturali e paesaggistiche del Paese che sono anche fonte di turismo, basti pensare alle campagne della Toscana e dell’Umbria conosciute in tutto il mondo oppure gli uliveti pugliesi. Gli ulivi monumentali pugliesi hanno ottenuto il riconoscimento di Patrimonio dell’UNESCO.

Contribuiscono all’agricoltura sostenibile italiana anche l’uso di energie rinnovabili, la riduzione degli scarti attraverso il loro riutilizzo. Tali risultati sono stati raggiunti nonostante le politiche italiane e gli incentivi sulla sostenibilità dell’agricolatura sono di importo ridotto rispetto ad altri Paesi dell’Unione Europea che investono di più come Germania e Francia. Nonostante questo non mancano sussidi e di seguito puoi trovare alcuni approfondimenti.

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Arrivederci al 2022 per tutte le novità sull’agricoltura e, si spera, nuovi incentivi!