Pensioni 2022, in uscita i nati fino al 1958, due vie possibili, requisiti e vincoli

naspi e servizio civile

Se fino al 2021 per le pensioni, sostanzialmente, le età pensionabili alternative ai 67 anni utili per la pensione di vecchiaia erano i 62 anni di quota 100 ed i 63 dell’Ape sociale, nel 2022 si cambia. Infatti la manovra di Bilancio ha introdotto la quota 102. Una misura che ha limitato il pericolo scalone di 5 anni che sembrava dovesse lasciare in campo il post quota 100. Ma allo stesso tempo, ha innalzato di due anni la soglia di età anagrafica utile alla pensione per quotisti.

Ma a 64 anni oltre alla quota 100 il nostro ordinamento prevede un’altra via di uscita. Due misure quindi che possono consentire a chi è nato fino al 1958, di accelerare l’uscita.

Pensioni a 64 anni nel 2022, ecco chi può

La prima cosa da dire è che seguendo le regole ordinarie del sistema previdenziale, basato manco a dirlo sulle norme della riforma Fornero, un nato nel 1958 dovrebbe andare in pensione nel 2025, quando si troverà a compiere i 67 anni di età che insieme ai 20 anni di contribuzione minima versata stabiliscono le soglie minime della pensione di vecchiaia.

Nel 2022 però ci sono due alternative, entrambe valide anche se limitate da vincoli, paletti e requisiti. Iniziamo con la grande novità della pensione con quota 102. La misura permette si di anticipare la pensione di 3 anni rispetto ai 67 anni utili alle quiescenze di vecchiaia ordinarie. Ma necessita di una dote di contributi versati nettamente superiore ai 20 anni prima citati.

Servono infatti ben 38 anni di contributi. Infatti la quota 102 non è altro che una fedele riproposizione della quota 100, con l’unica variazione che riguarda proprio l’età pensionabile, passata da 62 a 64 anni. La misura resta fedele al blocco normativo di quella che l’ha preceduta.

Infatti occorre sapere che la prestazione è liquidata con le regole classiche del sistema misto. Quindi, calcolo retributivo fino a tutto il 1995 per chi non ha almeno 18 anni di carriera antecedenti il 1° gennaio 1996. Per gli anni successivi calcolo contributivo. Per chi invece ha maturato 18 anni almeno di contributi versati prima del 1996, calcolo retributivo fino al 2012 e contributivo per gli anni successivi.

I contributivi puri e la pensione anticipata anche nel 2022

pensione

Con la quota 102 resta fermo il vincolo del divieto di cumulo con redditi da lavoro fino ai 67 anni di età. In pratica, per tutti gli annoi di anticipo e fino al raggiungimento della soglia anagrafica utile alla pensione di vecchiaia, è fatto divieto per i pensionati qualsiasi attività lavorativa ad esclusione del lavoro autonomo occasionale fino a 5.000 euro di reddito all’anno.

Inoltre per quota 102 resta fermo il meccanismo delle finestre mobili che fanno slittare la decorrenza della pensione di 3 mesi nel lavoro privato e di 6 mesi nel pubblico impiego. Vincoli e paletti che non si trovano nell’altra misura che anche nel 2022 consente a determinati nati fino al 1958, di accedere alla pensione 3 anni prima.

La misura si chiama pensione anticipata contributiva. Sul sito dell’Inps questa misura viene illustrata nella stessa pagina destinata alla pensione anticipata ordinaria. Infatti parliamo di una misura strutturale. Oltre all’assenza dei vicoli di cui parlavamo prima, la misura ha una differenza sostanziale in materia di età contributiva da centrare. Infatti alla stregua della pensione di vecchiaia ordinaria, bastano 20 anni di contributi.

I limiti e i paletti della pensione anticipata contributiva

Una dote di contributi versati non centro insuperabile quindi per la pensione anticipata contributiva. SI tratta di una delle poche misure che consentono uscite anticipate senza necessariamente avere carriere lunghe o lunghissime. Per trovare una misura simile da questo punto di vista a mente si può ricordare solo la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità pensionabile. Anche per questa misura infatti la soglia sono i 20 anni di contributi. E si esce addirittura prima, con 61 anni per gli uomini e 56 per le donne. Ma come si evince, è una misura destinata a chi ha problematiche di disabilità.

Occorre però che tali contributi siano successivi al 31 dicembre 1995. Questa è la data che segna il limite per essere considerati contributivi puri. In parole povere, pensione a 64 anni con 20 anni di versamenti per chi è privo di contribuzione a qualsiasi titolo versata antecedente l’entrata in vigore del sistema contributivo.

Ma la misura è limitata anche da un paletto che riguarda l’importo minimo della pensione. Infatti si può accedere alla prestazione a condizione che la pensione liquidata sia pari ad almeno 2,8 volte l’importo dell’assegno sociale nell’anno in cui si maturano i requisiti della pensione.

Per il 2022, dopo i recenti adeguamenti con il meccanismo della perequazione, l’assegno sociale nel 2022 è pari a 468,10 euro. Pertanto, per avere diritto alla pensione anticipata contributiva serve una pensione lorda pari o superiore a 1.310,68 euro.

Le pensioni a 64 anni nel 2022, tabelle e requisiti

Ricapitolando, per chi è nato fino al 1958 sono due le misure che permettono uscite nel 2022. A dire il vero ci sarebbero pure l’Ape sociale a 63 anni, Opzione donna a 58 o 59 anni e le varie anticipate, sia ordinarie che per i precoci. Si tratta di misure che sono particolarmente legate a dei vincoli e dei paletti che le rendono fruibili solo a determinate categorie di lavoratori.

Ma misure che riguardano nello specifico i 64 anni di età sono le due sopra descritte. Due misure con requisiti diversi e con regole diverse che possono essere riassunte così:

Quota 102:

  • Almeno 64 anni di età;
  • Almeno 38 anni di contributi versati;
  • Almeno 35 anni effettivi da lavoro;
  • Divieto di cumulo con altri redditi da lavoro;
  • Finestre di uscita.

Pensione anticipata contributiva:

  • Almeno 64 anni di età;
  • Almeno 20 anni di contributi versati;
  • Primo versamento successivo al 31 dicembre 1995;
  • Assegno liquidato per un importo lordo minimo di 1.310,68 euro (2,8 volte l’assegno sociale 2022).
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Sindacalista, operatore di Caf e Patronato, esperto in materia previdenziale, assistenziale, lavorativa e assicurativa. Da 25 anni nel campo, appassionato di scrittura e collaboratore con diversi siti e organi di informazione.