Le cartelle esattoriali nel 2022 peseranno di meno, ma non così tanto come si sperava

cartelle esattoriali

All’insegna del risparmio per i contribuenti le novità che sono state introdotte per le cartelle esattoriali dal governo. Infatti dal primo gennaio 2022 per i contribuenti alle prese con questi debiti fiscali, si riducono le cifre da pagare. Vengono meno infatti alcune voci che andavano a comporre il totale da versare a carico dei contribuenti. Nulla di trascendentale però, perché come vedremo, molte altre voci che sembravano sul punto di essere eliminate, restano a gravare i contribuenti.

Cosa cambia per le cartelle esattoriali nel 2022 e perché si dice che sono più leggere

È stato il numero uno di Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini a firmare il provvedimento con cui il Fisco italiano sceglie di venire incontro ai contribuenti vessati dalle cartelle esattoriali. Un provvedimento datato 17 gennaio 2022 con cui si è deciso di togliere dal groppone dei contribuenti le cifre aggiuntive delle cartelle, relative all’aggio di riscossione. Per le cartelle emesse a partire dallo scorso primo gennaio questa la grande novità che si ritrovano i contribuenti.

Niente di nuovo invece per le cartelle più vecchie, quelle cioè che sono state affidate al concessionario per la riscossione (oggi è Agenzia delle Entrate Riscossione, mentre prima era Equitalia), fino allo scorso 31 dicembre.

Parliamo di affidamento dell’incasso all’Agenzia delle Entrate Riscossione e non di notifica della cartella.

Cosa cambia per i contribuenti

Ciò che viene meno è l’utile dell’Agente di Riscossione. L’aggio infatti è il guadagno che il concessionario si caricava per il servizio di incasso. Un utile che prima, proprio in virtù dell’aggio, gravava sui contribuenti e che adesso graverà sulle casse dello Stato. I costi di gestione del servizio di riscossione passano al bilancio statale.

Va ricordato che l’aggio era pari al 3% ma solo se il contribuente indebitato pagava nei canonici 60 giorni. Si passava al 6% per debiti estinti dopo i 60 giorni prima citati. Va sottolineato che la percentuale di aggio si calcola sulle cifre del “balzello” evaso e quindi iscritto a ruolo, ma anche sulle somme relative agli interessi di mora.

Restano a carico dei contribuenti tutte le altre somme che sembravano sul punto di seguire la stessa sorte dell’aggio. Parliamo di spese per le procedure cautelari ed esecutive, a partire dalle spese di notifica della cartella.

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Sindacalista, operatore di Caf e Patronato, esperto in materia previdenziale, assistenziale, lavorativa e assicurativa. Da 25 anni nel campo, appassionato di scrittura e collaboratore con diversi siti e organi di informazione.