Come presentare domanda per gli incentivi per le Piccole e Medie Imprese

contributi a fondo perduto
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Molto attesi e tanto desiderati, parliamo degli incentivi per le PMI, Piccole e Medie Imprese italiane gravemente colpite dalla crisi economica. I contributi a fondo perduto che sono la base di questi incentivi, per molti sono la scialuppa di salvataggio di questo brutto periodo. E le domande presto potranno iniziare ad essere presentate.

Incentivi con contribuiti a fondo perduto, cifre e dettagli per le Piccole e Medie Imprese

Per le PMI agricole presto si dovrà presentare una domanda molto importante che molte aziende attendevano con ansia. Fino a 20.000 euro, questo è il corposo contributo a fondo perduto per ricevere il quale le domande potranno essere presentate a partire dal 23 maggio prossimo. Si tratta dei contributi a fondo perduto per gli investimenti in beni strumentali per le PMI agricole. In pratica, si parte con la possibilità di richiesta a queste aziende che, come scrivono sul sito “pmi.it”, potranno chiedere le agevolazioni previste dal Fondo per gli investimenti innovativi. Si tratta di investimenti relativi alle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti di queste imprese.

Dotazioni ingenti per la misura

La misura è stata introdotta da tempo e gode di ingenti dotazioni economiche (5 mln di euro, ndr). Il tetto massimo di contributo concedibile è di 20.000 euro. La struttura del contributo però parla di un incentivo pari al 30% delle spese che verranno ritenute ammissibili. Solo in determinati casi e per determinate spese, si potrà arrivare al 40%, senza però andare a sforare il già citato tetto massimo di 20.000 euro.

Nello specifico, per godere del contributo fino al 40% occorre investire su:

  • beni strumentali,
  • beni materiali o immateriali,
  • i cosiddetti beni 4.0 (quelli previsti dalla legge 232 del 2016, agli allegati A e B).

Quali interventi sono indennizzabili dal contributo a fondo perduto

Per gli investimenti che possono dare diritto al benefit occorre però fare alcune precisazioni. Non sono indennizzabili gli investimenti che non riguardano le attività già citate di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti agricoli. Restano fuori dal contributo le eventuali spese per i tecnici, le tasse, le spese di consulenza, gli oneri amministrativi o quelle di costruzione di fabbricati. È stato un decreto ministeriale a segnare le linee guida prima citate, ma basandosi su ciò che è previsto dalla legge 160 del 2019, precisamente all’articolo n° 1 comma 123.

La guida pratica all’istanza per il contributo per le Piccole e Medie Imprese

Come dicevamo, le domande si presentano dal 23 maggio e ci sarà tempo per un mese. La scadenza delle istanze infatti è fissata per il 23 giugno prossimo. La domanda va prodotta in maniera telematica utilizzando la procedura prestabilita dal decreto del Ministero. E l’invio deve essere anche telematico, utilizzando una PEC ed inviando l’istanza a[email protected].

La domanda di liquidazione del contributo solo da settembre 2022

La domanda non è il solo adempimento a cui saranno chiamati i richiedenti. Infatti a domanda accolta, occorrerà trasmettere una seconda richiesta, che è quella di erogazione materiale del contributo a fondo perduto assegnato. Va ricordato che il contributo verrà liquidato solo dopo aver sostenuto materialmente le spese. Per quest’altro adempimento tutto slitta a settembre. Infatti ci sarà tempo un anno per sostenere le spese, investire e recuperare il fondo perduto. Quella che possiamo definire domanda di liquidazione del contributo a fondo perduto infatti, andrà presentata a partire dal 30 settembre 2022 e ci sarà tempo fino al 30 settembre dell’anno successivo.

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Sindacalista, operatore di Caf e Patronato, esperto in materia previdenziale, assistenziale, lavorativa e assicurativa. Da 25 anni nel campo, appassionato di scrittura e collaboratore con diversi siti e organi di informazione.